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LA CANNONATA

 

Gianni Recchi

(LI Battaglione Bersaglieri A.U.C)

 

 

Il trasferimento al fronte è stato, per noi della “terza” moto, un vero calvario.

Partita da S.Agata dei Goti nella mattinata del 6 dicembre 1943, la nostra colonna si era ben presto sfilacciata su lunghi chilometri, per cui ci siamo potuti riunire sul punto di avvicinamento (mi sembra fosse poco oltre il bivio per Venafro) solo nella tarda serata.

La strada era coperta da uno strato di fango così tenace da bloccare all'improvviso le ruote delle motociclette, catapultandoci tra l'infernale traffico di mezzi di ogni tipo, brulicante nei due sensi.

Per ripartire dovevamo staccare con le mani sanguinanti e con qualche mezzo di fortuna, la mota cementata sotto i parafanghi: un calvario !

Non scorderò mai più l'attimo di terrore provato quando, in una di tali numerose cadute, mi sono visto i cingoli di un carro armato sferragliare a pochi centimetri dalla mia faccia prona nel fango.

Ma il mio eroismo - da tutti misconosciuto, pur se a me intimamente ben noto - penso sia emerso, fulgido nella sua luce di gloria, quando nel tardo pomeriggio di quel grigio 7 dicembre sono rimasto accecato e assordato da una tremenda cannonata esplosa a pochi metri da me.

Ho immediatamente intuito di essere stato avvistato dal nemico, per cui con balzo felino mi sono lanciato dalla motocicletta in corsa atterrando su un arginello al margine della stradicciola che - senza bussola e senza stelle - avevo Dio sa come imboccato.

Mentre mi accingevo a vendere cara la pelle, una seconda e più tremenda cannonata domava il mio inconsulto slancio, convincendomi a starmene bene acquattato, in attesa di passare fulmineamente all'attacco.

Così mi vide quell'incosciente caporale americano che, fermata la jeep, cercava di convincermi a rialzarmi, mentre io gli facevo disperati cenni di ripararsi : chè gravissimo era il pericolo !

Prevalse l'americano quando riuscì a farmi capire che le cannonate erano in partenza, sparate da una batteria che si intravvedeva vicinissima nella bruma serale.

Mai miracolo mi parve più grande dell'incontro avvenuto poco dopo col mio reparto, coi miei ufficiali, coi miei amici .... con la Mia Gente.

Certo però che in me non si dissipava l'arrovellante incognita di come avrei potuto affrontare le cannonate in arrivo, se tanto mi avevano sconvolto quelle in partenza.

Mi acquietai nella speranza di avere comunque tanto coraggio da superare la fifa.

Fu così che non venni decorato!

 

 

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