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Settembre 1943

 

L’IMPIEGO DELLE BOMBE PLANANTI

DA PARTE

DELL’AVIAZIONE GERMANICA

 

Alberto Marenga

 

 

Nel corso dello sbarco di Salerno, la flotta alleata fu fortemente provata da un arma nuova e potente utilizzata dall’aviazione germanica per proteggere le posizioni delle truppe dell’Asse impegnate a respingere l’invasione angloamericana.

Si trattava di  bombe plananti che furono impiegate anche in Corsica dove bisognava permettere l’evacuazione delle truppe tedesche del generale Sanger minacciate dalla resistenza corsa e da distaccamenti delle forze francesi provenienti dall’Africa del nord.

Nel novembre 1942 l’operazione Trorch permise agli alleati di mettere piede in Africa del nord nonostante la resistenza delle forze armate francesi presenti in Marocco e in Algeria rimaste fedeli al governo di Vichy. Era questa la prima tappa per la riconquista del continente europeo dominato dalla Germania nazista con l’appoggio dell’Italia fascista.

Nel 1943 due soluzioni si presentarono agli alleati: attaccare il nemico sia sul fianco sud attraverso la Sardegna, la Corsica, la Sicilia o l’Italia meridionale partendo dalle basi dell’Africa del Nord. Oppure operare a nord ovest dell’Europa con uno sbarco sulle coste francesi.

La seconda soluzione fu ritenuta prioritaria e si realizzò come è noto con lo sbarco in Normandia il 6 giugno 1944.

Pertanto un anno prima questa famosa operazione Overlord preparata minuziosamente sul suolo inglese, gli alleati  avevano già convenuto di sbarcare in Italia meridionale effettuando tre operazioni successive: anzitutto l’operazione Baytown che consisteva di superare lo stretto di Messina da parte dell’VIII armata di Montgomery che faceva parte del contingente che aveva occupato l’isola, e che ebbe luogo il 3 settembre 1943.

 In secondo luogo le operazioni Slapstick e Avalanche che dovevano tradursi in pratica con lo sbarco degli angloamericani a Taranto e a Salerno.

Come è noto nell’estate 1943 la  Sicilia venne occupata dalle truppe alleate con un operazione rapida ma non indolore tuttavia. Dopo questa prima conquista gli angloamericani si erano rifiutati di attaccare direttamente la Sardegna perché volevano riservare il massimo delle loro forze per la futura operazione Overlord.

Infatti in attesa del giorno convenuto, il famoso D Day, i capi delle armate alleate avevano indirizzato la propria attenzione alla punta meridionale dell’Italia continentale, perché ritenevano che una incursione diretta sulla penisola avrebbe suscitato un impatto psicologico considerevole sul governo italiano e di provocare istantaneamente la defezione dell’Italia dal conflitto con la sua capitolazione.

L’effetto scontato in effetti si tradusse in realtà. L’8 settembre 1943 anche in considerazione dello sbarco alleato a Salerno e a Taranto il governo italiano capitolò.

Gli inglesi della 1 divisione aerotrasportata dell’VIII armata incontrarono una scarsa resistenza a Taranto. Di contro a Salerno, la V armata del generale Clark rischiò la catastrofe perché dovette subire un violento contrattacco tedesco da parte delle truppe della Wermatch del generale Vietinghhof che comandava quel settore del territorio italiano. Per fermare l’invasione alleata la Wermatch fece ricorso alla 16 Divisione Panzer e nel contempo l’aviazione tedesca moltiplicò gli attacchi alla flotta da sbarco schierata di fronte a Salerno.

Nel corso dei primi tre giorni delle operazioni di sbarco, allo scopo di contenere la pressione della flotta alleata, i piloti tedeschi utilizzarono una arma nuova e potente: le bombe plananti che permisero loro di colare a picco quattro trasporti di truppe, un incrociatore pesante, e sette unità da sbarco danneggiando numerose altre unità, il tutto con solo 85 bombe.

I bombardieri tedeschi del tipo Dornier Do 217 E-% erano stati dotati nella primavera del 1943 di bombe plananti Henschel HS-293. Queste potevano essere lanciate fuori della portata della difesa antiaerea e attentamente dirette sull’obiettivo scelto dagli operatori radio di bordo.

Le bombe plananti erano sistemate sotto le ali relativamente lunghe dei Dornier che nel contempo fu dotato di un efficace armamento difensivo per poter far fronte al fuoco della caccia alleata.

 

 

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