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MISCELLANEA

 

 


Il Museo Militare rappresenta la Memoria e la Tradizione.

L’Arma Nobile nei suoi cimeli e nei suoi ricordi

“Il cuore oltre l’Ostacolo”

 

Il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria

 

Massimo Baldoni

 

 

Il Museo storico dell’Arma di Cavalleria ha sede nell’antica Caserma “Principe Amedeo”, ora “Generale Fenulli”, eretta per volere ed a spese della Città di Pinerolo a partire dal 1845.

Nel 1849, dopo la Battaglia di Novara, l’abdicazione di Carlo Alberto e la salita al trono di Vittorio Emanuele II, nell’ambito della ristrutturazione dell’Esercito, l’allora Ministro della Guerra, Alfonso La Marmora, decise di trasferire la Scuola di Equitazione, istituita da Carlo Felice nel 1823 alla Venaria Reale, nella città di Pinerolo, con il nuovo nome di Scuola di Cavalleria.

Ciò, secondo la memoria del Generale Montù, “per la mitezza del clima, l’abbondanza delle acque e dei foraggi, la salubrità delle terre ed al fine di aumentare la distanza da Torino che, specialmente per la gioventù, costituiva un centro di attrazione pericolosa”.   

E a Pinerolo la scuola rimase sino allo scioglimento, avvenuto nel 1943. Su istanza del consiglio nazionale della Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, fu istituito nella sede di Pinerolo, alla fine del 1961, il Museo dell’Arma.

Ricevuta dal Presidente della repubblica personalità giuridica, fu inaugurato ed aperto al pubblico ormai oramai trent’anni orsono, nell’ottobre del 1968. Oggi il Museo dipende dalla Scuola di Cavalleria.

Particolarità del Museo è che quasi nulla ciò che vi è custodito appartiene all’amministrazione della Difesa, neppure la caserma, che come si diceva dinanzi, è di proprietà della città ed alla quale viene pagato un affitto simbolico di poche lire l’anno.

Tutti i materiali esposti, infatti, sono stati donati, nel tempo, da Ufficiali Sottufficiali, militari ed estimatori dell’Arma.

La vasta esposizione di cimeli, che di giorno in giorno si arricchisce grazie a nuove donazioni, lo rende uno tra i più ricchi musei d’Arma in Europa; le ultime in ordine di tempo riguardano i cimeli già del Circolo ufficiali del Reggimento Lancieri di Vittorio Emanuele II ed un lascito da parte della vedova di un ex militare di leva  dei lancieri di Novara.

Al piano terra, oltre le grandi lapidi  monumentali riportanti i nomi degli Ufficiali, già frequentatoti dell’istituto caduti nelle guerre Risorgimentali, nelle campagne coloniali e durante la grande Guerra si trovano al sacrario, ove sono raccolte le fotografie degli ufficiali decorai di medaglia d’oro ed una esposizione di carri, carriaggi, carrozze, selle, gualdrappe.

Al primo piano si trovano stendardi, bandiere, bronzi argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni ed una ricca collezione di uniformi relative al periodo che corre tra l’inizio delle guerre per il risorgimento i giorni nostri.

Il secondo piano interessa le campagne Coloniali e le due Guerre mondiali.

In una delle sue gallerie si trovano, infine, una raccolta di armi bianche e da fuoco, indigene ed europee.

Si accede ai piani attraverso lo scalone d’Onore, dove sono stati collocati una serie di foulard, realizzati dai circoli Ufficiali dei Reggimenti, ed una collezione di fotografie che, affidata al Museo dell’Amministrazione della Città, racconta per immagini la vita della Scuola.

In sintesi, il visitatore attento può scegliere tra vari itinerari:

- l’evoluzione dell’uniforme italiana di Cavalleria, dal 1861 ai giorni nostri, attraverso l’esame di centinaia di fotografie antiche, corredate da ricche didascalie, disposte su ben 14 tavoli espositivi;

- le uniformi, i copricapo, gli accessori, dall’Unità d’Italia ad oggi, illustrati attraverso la riproduzione di copie originali dei giornali Militari;

- le medaglie, le decorazioni e gli ordini cavallereschi di cui furono insigniti più frequentemente gli Ufficiali italiani dell’armata Sarda prima e del Regio Esercito poi.

Il Polo Culturale, costituito da una Biblioteca Antica e da una Biblioteca del Cavallo, entrambe dotate di rare opere del seicento, settecento e ottocento, completa il Museo.

Interessante la Fototeca, nella quale è riunita la documentazione fotografica che narra la vita della scuola; parte di essa è stata prodotta da un antico studio di Pinerolo, ancora oggi esistente.

Il Museo molto frequentato da scolaresche e gruppi organizzati, non solo piemontesi, ospita spesso comitati di stranieri, e ciò a dimostrazione di quanto la Scuola di Cavalleria sia conosciuta all’estero.

Al centro della città vecchia si può visitate il Duomo, di tipica impronta piemontese della struttura gotica quattrocentesca, e la Collezione civica d’Arte a palazzo Vittone, situato nella centrale piazza Vittorio Veneto.

 

 

 

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